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luoghi insoliti e curiosi
Graziella Martina
Parigi
di
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XV arrondissement

Château-Violet
Place Violet
Metro Félix-Faure

L’edificio si trova nel cortile dei vigili del fuoco, enceinte militaire non visitabile. Tuttavia, l’antica residenza di Léonard Violet, fondatore del quartiere, è visibile dalla vicina square Violet. Nel 1820 questa era una zona di campagna chiamata Grenelle, su cui è sorta una città nuova, detta Beaugrenelle, le cui strade seguivano un tracciato ortogonale. Il signor Violet ha seguito lo sviluppo del quartiere, anche dal punto di vista amministrativo, per quasi quarant’anni, fino al 1860, quando, per un rovescio di fortuna, ha dovuto vendere il castello e andarsene. Il parco è diventato uno spazio pubblico.
In una vicina cava di sabbia, nel 1866 sono stati trovati i resti di uomini e animali - ippopotami, mammuth, renne e elefanti - risalenti all’età della pietra.
 
Chiesa di Saint-Séraphin-de-Sarow
et de la Protection de la Mère de Dieu
Rue Lecourbe, 91
Metro Volontaires

Un tempo rue Lecourbe collegava Parigi a Meudon e a Sèvres. Dietro al portone del n° 91 c’è un passage che porta a due cortili con case graziose. In mezzo alla vegetazione un po’ selvaggia del secondo cortile c’è una costruzione di legno, sormontata da due cupole azzurre a forma di cipolla. E’ una piccola chiesa ortodossa costruita nel 1974 dagli immigrati russi e dedicata a Saint-Séraphin, l’eremita che si era fatto murare vivo. La chiesa è costruita attorno a un grande albero, che si vede spuntare dal tetto.
Pozzi artesiani
Place Georges-Mulot
Metro Sèvres-Lecourbe

In piazza Georges-Mulot c’è un monumento a Rosa Bonheur, a Georges Mulot, al Docteur Bouchut e a Valentin Haly con una fontanella gorgogliante il cui getto sgorga da una faccia paffuta. Un tempo la piazza, che sorge sul terreno dell’antico mattatoio, si trovava al confine con il comune di Grenelle. Essa accoglie uno dei pozzi artesiani della città, la cui falda acquifera si è formata con la pioggia infiltratasi nel terreno e arrestata dallo strato impermeabile sottostante. Sotto l’effetto della pressione della falda, l’acqua scaturisce dai pozzi – che si chiamano artesiani perché sono caratteristici della regione dell’Artois, in Francia - formando uno zampillo.
 
Parco Georges Brassens
Rue des Morillons, 36 bis
Metro Convention o Porte-de-Vanves
 
George Brassens, cantante e autore di poesie e di testi dagli accenti anarcoidi, abitava nella vicina villa Santos-Dumont, una impasse di piccole case con giardino tutte uguali, costruite negli anni ’20.     
I 7 ettari del parco sorgono sull’area dell’ex mattatoio di rue Vaugirard, chiuso nel 1978. I padiglioni del dazio, su rue des Morillons, e il campanile con l’orologio, che faceva parte dell’edificio delle vendite all’asta, sono stati conservati.. Sotto ai capannoni di rue Brancion dove si svolgeva il mercato dei cavalli, il sabato e la domenica ha luogo il mercato del libro antico e d’occasione. Vi si trovano libri d’arte, di poesia, di viaggio, di letteratura, di storia e di scienza introvabili altrove. Anche il portale che si trova all’angolo di rue des Morillons e i due tori di bronzo di Auguste Cain appartengono al passato.
 
Accanto al vigneto e al roseto della collina vi sono undici alveari ronzanti e sui 1300 metri quadrati del giardino dei profumi, Le jardin des senteurs, c’è una grande varietà di piante odorose, medicinali e aromatiche, fra cui il rosmarino, la camomilla, l’artemisia, la salvia, la lavanda, il timo, la menta, l’origano… I nomi delle piante sulle targhette sono scritti anche in  Braille.
Davanti al numero 86 di rue Brancion, c’è un teatro di marionette all’aperto, il Théâtre du Polichinelle parisien.

Parco Citroën
Quai André-Citroën, rue Balard, rue Leblanc
Metro Balard

Il parco, aperto nel 1992 sul terreno della fabbrica Citroën, è stato creato da due architetti di fama internazionale, Gilles Clémente e Alain Provost. C’è una grande varietà di fontane, che formano dei meravigliosi giochi d’acqua e le luci e le ombre si alternano attraverso spazi dall’aspetto contrastante. Nelle enormi serre, insieme agli aranci profumati e alle palme, ci sono dei vegetali insoliti e particolari. I giardini sono a tema: c’è il giardino bianco, il giardino nero, il giardino delle metamorfosi, il giardino d’ombra, il giardino in movimento, il giardino selvaggio, i giardini seriali…
La Ruche
Passage de Dantzig
Metro Convention

La Ruche è formata da una settantina di atelier disposti intorno a una scala a chiocciola, come gli alveoli di un’arnia – da qui il nome - che provengono dall’Esposizione universale del 1900, dove erano serviti da deposito per i vini in mostra.
Sono stati acquistati dallo scultore Boucher e hanno ospitato molti artisti famosi, fra i quali: Fernand Léger, famoso per le sue vetrate e i suoi mosaici dai disegni geometrici e dai colori vivaci disposti in violento contrasto; Marc Chagall, il pittore di origine russa, la cui opera è l’espressione colorata e onirica di un universo poetico fatto di reminiscenze del folklore russo e della sua infanzia; Chaim Soutine, il pittore espressionista dal temperamento tormentato; Henri Matisse, che da giovane ha animato il fauvismo e che più tardi ha privilegiato la misura e la ragione,  rimettendo ordine nelle sensazioni colorate e semplificando le forme; Amedeo Modigliani,  il pittore livornese famoso per i suoi ritratti; Archipenko, lo scultore americano di origine ucraina famoso per le sue ‘archipitture’ e per le pitture-sculture policrome messe in movimento da un motore; il poeta Guillaume Apollinaire, animatore e teorico del movimento cubista; Blaise Cendrars, il poeta che ha cercato di esprimere l’inquietudine interiore e l’amarezza del vivere, con immagini insolite ed evocazioni incisive.
Negli anni ’60 la Ruche è stata salvata dalla demolizione da André Malraux, lo scrittore e uomo politico francese, che è stato ministro dei Beni culturali dal 1959 al 1969. E’ visibile solo dall’esterno. Nei giardini delle graziose case circostanti sono sparse diverse sculture di artisti contemporanei.

Eglise orthodoxe de la Présentation de la Vierge
Chiesa ortodossa della Presentazione della Vergine
Rue Olivier-de-Serres, 91
Metro Convention

Molti immigrati, che hanno lasciato la Russia dopo la rivoluzione del 1917, sono venuti ad abitare in questo quartiere e vi hanno costruito alcuni edifici religiosi, fra i quali la chiesa della Presentazione della Vergine.
 
Le differenti esigenze liturgiche dei diversi culti condizionano il carattere e alcune parti delle chiese che vi appartengono. Mentre nella chiesa di rito cattolico, il cui fulcro è l’altare, a separare il presbiterio dallo spazio riservato ai fedeli c’è una semplice balaustrata, nelle chiese di influsso orientale come questa tale separazione è più marcata. Il tramezzo di divisione fra celebranti e fedeli, che si chiama iconostasi, è sormontato da statue e icone e da una architrave alla quale sono appese lampade votive e, a volte, anche tende.  L’atmosfera della chiesa è intima e raccolta e durante le funzioni si spande un profumo d’incenso.
Nelle vicinanze della chiesa della Presentazione della Vergine c’è un’altra chiesa ortodossa dalla calda decorazione interiore. E’ quella dei Trois-Saints-Docteurs et Saint-Tikhon  al n° 5 di rue Petel.

Antico albergo del Soleil d’Or
Rue de Vaugirard, 226
Metro Volontaires

In questo edificio, salvato in extremis dalla demolizione, nel 1796, i partigiani di François Babeuf (1760- 1797) hanno elaborato la famosa cospirazione del campo di Grenelle. Babeuf era un rivoluzionario francese e uno scrittore, che firmava gli articoli del suo giornale, Le Tribun du peuple, con il nome di Gracchus Babeuf. Il sistema sociale da lui ideato, detto babuvismo, era basato sull’assoluta eguaglianza dei membri della società e sull’abolizione della proprietà privata e delle successioni. Egli aveva raccolto attorno a sé un gruppo di fautori delle idee di egualitarismo di cui si era fatto banditore sul suo giornale e di cui era stato steso un manifesto. La cospirazione del 1796, detta ‘degli eguali’ - la Conspiration des Egaux - era diretta contro il Direttorio, giudicato dai repubblicani troppo debole verso i realisti e troppo severo verso i partigiani della repubblica. Quando Napoleone ha sciolto il gruppo, i seguaci del Babeuf hanno tramato una congiura per rovesciare il governo. Il 9 settembre ottocento giacobini sono partiti di qui per raggiungere i soldati del 21° reggimento, accampati nella piana di Grenelle. Ma la cospirazione è stata scoperta, a causa del tradimento di uno dei compagni ed è arrivata la polizia. Babeuf è stato condannato a morte insieme a molti compagni.

Museo Pasteur
Rue du Docteur-Roux, 25
Metro Pasteur o Volontaires

Il museo Pasteur (1822-1895), fondato nel 1936, è installato nei locali dell’Istituto Pasteur, che era stato inaugurato nel 1888 grazie a una sottoscrizione pubblica. Esso comprende l’appartamento dello scienziato, una sala in cui sono conservati i suoi strumenti scientifici e la cappella dove egli riposa.
Nella storia della biologia, il nome di Louis Pasteur segna una delle tappe fondamentali nella conoscenza dei problemi della vita. E’ stato il creatore della microbiologia e anche la batteriologia si origina in gran parte dalla sua opera. Ha iniziato la sua attività scientifica come chimico, interessandosi prima alla cristallografia e poi alla fermentazione. Ha scoperto per primo che questa è dovuta a degli organismi viventi, i microbi, che egli ha riconosciuto essere anche all’origine di certe malattie, dette infettive. E’ riuscito ad attenuarne i batteri, ottenendo il vaccino e il carbonchio è stato il suo primo banco di prova. E’ rimasto celebre l’esperimento in cui ha vaccinato venticinque montoni, che poi ha contagiato, insieme ad altri venticinque non vaccinati, con germi di carbonchio normali. Gli animali vaccinati sono sopravvissuti bene, gli altri sono morti tutti. Un altro suo grande successo è quello contro la rabbia, il cui virus egli ha coltivato nel sistema nervoso dei cani. I suoi successi, fra cui quelli riguardanti i metodi antisettici, non erano seguiti solo dagli specialisti, ma da un pubblico generico, che si entusiasmava di fronte alle sue conquiste. In Pasteur infatti esisteva uno stretto legame fra scienza e società e la sua ricerca di strumenti e metodi nuovi per contribuire allo sviluppo della società e al benessere dell’uomo, non si svolgeva solo nel chiuso dei laboratori.
Bienvenue al métro Montparnasse
Stazione métro di Montparnasse

“Je demeure dans une maison tout près de la Seine, où l’on fait, depuis trois semaines, des fouilles et de travaux, pour faire passer le métro » (Abito in una casa vicino alla Senna dove, da tre settimane, si fanno degli scavi e dei lavori per fare passare il métro) cantava in falsetto, con effetti comici, il fantasista Dranem. E ancora: “Y a un quai dans ma rue. Y a un trou dans mon quai. Vous pourrez donc contempler le quai de ma rue et le trou de mon quai.» (C’è un binario nella mia via. C’è un buco nel mio binario. Potrete dunque contemplare il binario della mia via e il buco del mio binario.) La prima linea di metro, che collegava Montmartre a Montparnasse, è stata aperta nel 1900. In quindici anni, sotto la direzione dell’ingegnere Bienvenue, sono stati costruiti 90 chilometri di linee. Fulgence Bienvenue, a cui è dedicata la stazione di Monparnasse, era un ingegnere bretone, che lavorava nella capitale come ispettore dei Ponts et Chaussées, l’amministrazione pubblica incaricata della viabilità. Aveva 46 anni quando ha preso la direzione del Servizio tecnico della metropolitana ed è andato in pensione solo all’età di ottant’anni. Uno dei problemi tecnici più difficili da risolvere è stato il passaggio delle linee sotto il letto della Senna, linee che oggi sono sette.

 
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